Mediazione civile e commerciale
Risolvere un conflitto non significa necessariamente iniziare una causa
La mediazione civile e commerciale è uno strumento di gestione e risoluzione delle controversie che consente alle parti di confrontarsi con l’assistenza di un mediatore imparziale e ricercare una soluzione condivisa.
La utilizzo da anni nella mia attività professionale di avvocata, non soltanto nei casi in cui rappresenta un passaggio obbligatorio prima del giudizio, ma anche attraverso mediazioni facoltative, quando ritengo che possano offrire al cliente una possibilità concreta di raggiungere un risultato più rapido, sostenibile o soddisfacente rispetto al contenzioso.
Ho introdotto e seguito procedimenti di mediazione riguardanti privati, imprese e società, comprese S.r.l., nonché Pubbliche Amministrazioni, in controversie di diversa natura, tra cui locazioni commerciali, rapporti contrattuali e recupero crediti.
Oggi affianco a questa esperienza professionale anche l’attività di Mediatrice civile e commerciale, collaborando con DPL Mediazione & Co.
Opero prevalentemente tra Monza, Brianza e Bergamo, con possibilità di partecipazione alle procedure anche con modalità telematiche quando consentito.
Mediazione obbligatoria e mediazione facoltativa
La mediazione viene spesso associata esclusivamente ai casi in cui la legge la prevede come condizione necessaria per poter successivamente agire in giudizio.
Ma mediazione obbligatoria e mediazione facoltativa non sono la stessa cosa.
In alcune controversie il tentativo di mediazione deve essere esperito prima dell’introduzione della causa. È il caso, tra le altre, di alcune controversie in materia di locazione, diritti reali, successioni, condominio e rapporti bancari, finanziari o assicurativi.
Al di fuori delle ipotesi previste dalla legge, tuttavia, le parti possono scegliere volontariamente di ricorrere alla mediazione quando la controversia riguarda diritti di cui possono disporre.
È proprio nella mediazione facoltativa che, in molti casi, può emergere maggiormente il valore dello strumento: non un adempimento da compiere prima della causa, ma una scelta consapevole per cercare di risolvere il problema.
La mediazione come scelta strategica
Prima di iniziare un contenzioso considero importante valutare non soltanto se una domanda sia giuridicamente fondata, ma anche quale sia concretamente l’obiettivo del cliente.
Una causa può richiedere tempo, comportare costi e produrre un risultato che non sempre coincide con l’interesse economico o personale che ha generato il conflitto.
La mediazione consente invece di prendere in considerazione anche aspetti che difficilmente potrebbero trovare spazio in una decisione giudiziale.
Può essere particolarmente utile quando:
- esiste un rapporto commerciale che si vuole preservare;
- le parti hanno interesse a trovare rapidamente una soluzione;
- la controversia presenta costi sproporzionati rispetto al suo valore;
- esistono più questioni collegate da definire;
- una soluzione negoziata può offrire vantaggi che una sentenza non potrebbe riconoscere;
- è importante mantenere riservata la gestione del conflitto.
Non significa che ogni controversia debba essere mediata o necessariamente conciliata.
Significa valutare la mediazione come uno degli strumenti disponibili per tutelare efficacemente gli interessi del cliente.
Mediazione per imprese e società
La mediazione può essere particolarmente utile nelle controversie tra imprese e società, comprese le società a responsabilità limitata (S.r.l.).
Un conflitto commerciale non riguarda infatti sempre soltanto l’accertamento di chi abbia ragione o torto.
Possono assumere rilevanza il mantenimento di un cliente o di un fornitore strategico, la continuità di un contratto, i tempi necessari per recuperare una somma, la gestione di una fornitura contestata o la possibilità di ridefinire complessivamente il rapporto tra le parti.
Nella mia attività professionale utilizzo la mediazione anche in controversie per le quali non esiste un obbligo preventivo di ricorrervi, quando le caratteristiche del caso fanno ritenere utile tentare una soluzione negoziata prima di affrontare il giudizio.
L’esperienza maturata come legale interno d’azienda e successivamente come avvocata mi consente di valutare il conflitto tenendo conto non soltanto degli aspetti giuridici, ma anche delle sue conseguenze economiche, organizzative e commerciali.
Mediazione nelle locazioni commerciali
Le controversie relative alle locazioni commerciali rappresentano un ambito nel quale la mediazione può assumere particolare rilevanza.
Canoni non corrisposti, contestazioni relative agli obblighi delle parti, lavori sull’immobile, restituzione dei locali, depositi cauzionali, risoluzione del contratto o ridefinizione delle condizioni economiche possono generare controversie nelle quali proprietario e conduttore hanno interessi diversi ma, talvolta, anche spazi per costruire una soluzione comune.
In questi casi la mediazione consente di affrontare il rapporto nel suo complesso e non soltanto la singola pretesa oggetto della controversia.
Mediazione e recupero crediti
Anche nel recupero dei crediti la mediazione può rappresentare, in determinate situazioni, un’alternativa da valutare.
Non tutti i crediti richiedono lo stesso percorso.
Quando il debitore contesta la prestazione, esistono rapporti commerciali ancora in corso oppure una soluzione concordata può aumentare concretamente le possibilità di pagamento, una mediazione facoltativa può risultare più utile di un’immediata iniziativa giudiziaria.
L’obiettivo rimane il recupero del credito, ma lo strumento viene scelto valutando importo, documentazione, posizione della controparte, tempi, costi e concrete prospettive di risultato.
Mediazione con la Pubblica Amministrazione
La mediazione può coinvolgere anche una Pubblica Amministrazione, quando la controversia riguarda diritti disponibili e ricorrono i presupposti per l’utilizzo dello strumento.
Ho maturato esperienza anche nell’introduzione di procedimenti di mediazione nei confronti di soggetti pubblici.
La presenza di una Pubblica Amministrazione richiede particolare attenzione alle caratteristiche del rapporto, ai poteri del soggetto che partecipa alla procedura e alle condizioni necessarie per poter raggiungere un eventuale accordo.
Anche in questo ambito, tuttavia, la mediazione può rappresentare uno spazio concreto nel quale verificare la possibilità di una soluzione alternativa al giudizio.
Il ruolo dell’avvocata nella mediazione
Partecipo da anni ai procedimenti di mediazione come avvocata della parte.
In questo ruolo assisto il cliente nella preparazione della procedura, nella definizione degli obiettivi e nella valutazione delle possibili soluzioni.
L’attività comprende:
- analisi preventiva della controversia;
- individuazione degli interessi e degli obiettivi del cliente;
- valutazione dell’opportunità di avviare una mediazione anche quando facoltativa;
- predisposizione della domanda e della documentazione;
- assistenza durante gli incontri;
- negoziazione con la controparte;
- valutazione delle proposte conciliative;
- definizione e redazione dell’eventuale accordo.
Affrontare una mediazione non significa quindi rinunciare alla tutela dei propri diritti, ma scegliere consapevolmente come perseguire il risultato.
Il ruolo della mediatrice
Come Mediatrice civile e commerciale svolgo invece una funzione completamente diversa.
Il mediatore non rappresenta nessuna delle parti e non decide chi abbia ragione.
Il suo compito è creare le condizioni affinché le parti possano comprendere meglio il conflitto, individuare gli interessi coinvolti e verificare l’esistenza di possibili soluzioni condivise.
In questo ruolo opero come terzo imparziale, nell’ambito delle procedure affidatemi dall’organismo di mediazione con cui collaboro.
L’esperienza maturata negli anni partecipando alle mediazioni come avvocata costituisce oggi un patrimonio professionale importante anche nell’attività di mediatrice, perché mi ha consentito di conoscere direttamente esigenze, difficoltà e dinamiche che le parti e i loro legali affrontano durante una procedura.
Mediazione e gestione dei conflitti nelle organizzazioni sportive
Anche nel mondo dello sport possono nascere conflitti tra associazioni, società, dirigenti, collaboratori, professionisti e altri soggetti che operano attorno all’organizzazione sportiva.
Non tutte queste controversie rientrano necessariamente tra le materie soggette a mediazione obbligatoria.
Quando riguardano diritti disponibili, tuttavia, può essere utile valutare strumenti negoziali e di risoluzione alternativa dei conflitti, soprattutto quando le parti devono continuare a operare all’interno dello stesso ambiente o hanno interesse a preservare una relazione.
La competenza in materia di mediazione si integra così con la mia attività nel diritto sportivo e nella consulenza agli enti sportivi.
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Mediazione o causa: quale scegliere?
Non esiste una risposta valida per ogni controversia.
In alcuni casi è opportuno agire rapidamente in giudizio. In altri è possibile che una trattativa diretta sia sufficiente. In altri ancora la mediazione offre uno spazio di confronto che può consentire di raggiungere un risultato difficilmente ottenibile attraverso il processo.
Per questo considero importante valutare preventivamente:
- natura della controversia;
- interessi effettivi del cliente;
- comportamento della controparte;
- valore economico della lite;
- documentazione disponibile;
- tempi;
- costi;
- possibilità di preservare il rapporto tra le parti.
La mediazione non è necessariamente un’alternativa alla tutela dei propri diritti. È uno degli strumenti attraverso i quali quei diritti possono essere tutelati.
Hai una controversia e vuoi valutare la mediazione?
È possibile richiedere un incontro per analizzare la situazione e verificare se la mediazione, obbligatoria o facoltativa, possa rappresentare uno strumento adeguato per affrontare il conflitto.
FAQ sulla Mediazione
La mediazione civile e commerciale è sempre obbligatoria?
No. In alcune materie costituisce condizione di procedibilità della domanda giudiziale, mentre nelle altre controversie civili e commerciali aventi ad oggetto diritti disponibili può essere scelta volontariamente dalle parti.
Una S.r.l. può avviare una mediazione?
Sì. Anche società e imprese possono utilizzare la mediazione per controversie civili e commerciali aventi ad oggetto diritti disponibili. Il fatto che una determinata controversia non rientri tra quelle soggette a mediazione obbligatoria non impedisce di ricorrervi volontariamente.
Si può utilizzare la mediazione per recuperare un credito?
Sì, quando la controversia riguarda diritti disponibili. A seconda della natura del rapporto sottostante la mediazione può essere obbligatoria oppure essere avviata volontariamente come strumento per ricercare un accordo.
È possibile una mediazione con una Pubblica Amministrazione?
Sì, quando la controversia ha ad oggetto diritti disponibili e ne ricorrono i presupposti. La normativa disciplina espressamente anche gli accordi di conciliazione sottoscritti dai rappresentanti delle pubbliche amministrazioni.
Nelle locazioni commerciali la mediazione è obbligatoria?
Le controversie in materia di locazione rientrano tra quelle per le quali l’esperimento della mediazione costituisce condizione di procedibilità prima dell’azione giudiziale, salve le specifiche eccezioni previste dalla disciplina processuale.

